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Per certi versi pensare al nostro futuro di dentisti evoca immagini piacevoli e spensierate: che non esista un dentista povero lo sanno anche gli ignoranti, credo. Per altri aspetti, però, la nostra è una delle professioni più difficili, sospesa a metà tra l’ambito medico e il marketing personale e del proprio studio.
Le responsabilità a nostro carico non sono poche e gli ambiti toccati dall’Odontoiatria (se fatta bene e con criterio medico) spaziano lungo un orizzonte piuttosto vasto.
Spesso per la nostra posizione “privilegiata” ci troviamo a combattere contro il pregiudizio, la disinformazione e le critiche che provengono costantemente da più parti. Quando si confronta con queste situazioni, però, l’Odontoiatra onesto e capace ha sempre le argomentazioni necessarie per sfatare polemiche e falsi miti nati al fine di screditare la categoria indiscriminatamente.
A volte però capita che qualcuno oltrepassi quella sottile linea di confine che separa l’onestà intellettuale dal mero giudizio arbitrario e inizi a volare sfruttando il vento della demagogia. Accade che la televisione, mezzo mediatico pluralista per definizione, diventi veicolo dell’ipocrisia di pochi che contagiano in questo modo il pubblico.
Vediamo i fatti. “Le Iene”, Italia1, puntata del 3 febbraio 2010. Giulio Golia realizza un servizio sull’Odontoiatria. Lo scopo del reportage lo si capisce solo al termine: dimostrare che il servizio odontoiatrico delle ASL è più economico rispetto al trattamento presso gli studi privati. Complimenti per la scoperta! (Guarda il Video - YouTube)
Quello che stupisce e delude, però, è la povertà intellettuale di tale servizio: un concentrato di retorica condito dall’utilizzo di un attore che gira diversi studi privati mostrando la propria situazione clinica (scarsa igiene e mancanza di un molare nel quarto quadrante) per dimostrare le differenze tra un professionista e l’altro. Differenze che, oltretutto, nemmeno esistono, perché tutti i dentisti interpellati consigliano un trattamento di igiene e 4 su 5 evidenziano la necessità di inserire un impianto, mentre un solo professionista sceglie di consigliare un ponte.
Le differenze restano più marcate considerando i preventivi proposti, dove per l’impianto si varia da un minimo di duemila ad un massimo di tremiladuecento euro.
Tutti però conosciamo le regole di mercato e l’Odontoiatria in ambito privato non ne è certo aliena. Siamo certi che alle Iene conoscano bene questi elementi base dell’economia, ma a preoccupare è la sottile ma pulsante vena polemica con la quale Giulio Golia riassume queste cifre. Pur non essendo la tematica centrale del servizio, questo aspetto emerge dalle parole e dal tono della voce e aggiunge quindi un ulteriore elemento che conduce al punto di arrivo: il servizio odontoiatrico pubblico.
L’immagine dell’ASL giunge quasi come un “deus ex machina”, un sospiro di sollievo pervade lo spettatore e l’inviato delle Iene può finalmente sottoporsi ad un’igiene professionale per poco più di tredici euro.
Diamo atto alle Iene di aver realizzato inchieste importanti: crediamo però di poter dire che questa volta, invece, il tentativo di screditare un’intera categoria professionale utilizzando le armi della retorica e della demagogia e facendo apparire una situazione assolutamente normale come un’ingiustizia sociale è decisamente una caduta di stile.
Dentisti e Odontoiatri annoverano tra le proprie fila esempi di arroganza, disonestà e amoralità: spesso i programmi televisivi realizzano scoop che tendono a fare di tutta l’erba un fascio, elevando il malcontento verso la categoria. Tali servizi, però, hanno il duplice pregio di essere retti da argomentazioni giuste e di far bene ad un ambito professionale che reagisce alle ingiustizie messe in atto da pseudo-colleghi e prende provvedimenti.
In questo caso, invece, la disonestà del reportage è disarmante. Nemmeno il pubblico, questa volta, può ricavarne qualcosa di buono: il sistema odontoiatrico italiano si articola in due rami principali, quello pubblico e quello privato. Il trattamento ambulatoriale pubblico si differenzia da quello privato per i costi, ma anche per le lunghe attese e per il livello medio delle cure e delle prestazioni erogate.
L’intera categoria odontoiatrica basa le proprie fondamenta sul servizio pubblico, ma poi si sviluppa nel privato. Sappiamo che oggi più che mai l’obiettivo di un paziente odontoiatrico è prima di tutto l’estetica e chiunque riesce a comprendere che l’eccellenza non è prerogativa dell’ambito pubblico, ma di quello privato.
Credo che anche uno studente delle Scuole Elementari possa capire di non poter avere una Ferrari al prezzo di una Panda!
Le differenze ci sono, non prendiamoci in giro: ma il Signor Golia avrebbe almeno dovuto evidenziare i materiali e le procedure utilizzate per la seduta di igiene alla ASL e quelle messe in preventivo dagli studi privati.
Prepariamoci, Signori: se quello che ci attende è questo, quando avremo in mano quel tanto agognato “pezzo di carta” dovremo essere forti. Non solo contro le patologie, ma anche e soprattutto contro l’ipocrisia di chi usa i mezzi che ha a disposizione in maniera scorretta e disonesta.
Fabio Marcellini
Consigliere Culturale AISO Varese
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