Il corso di laurea in Odontoiatria e P.D. è stato istituito in Italia nel 1980, in ottemperanza alle direttive dell'Unione Europea 686/78 e 687/78 (per saperne di più consulta la sezione Documenti ed archivio).
La creazione della figura professionale dell'odontoiatra, distinta ed autonoma rispetto a quella del medico, si è resa necessaria allo scopo di adeguare il nostro Paese alle normative degli altri Paesi membri dell'Unione Europea, che già prevedevano, prima del 1980, un corso di laurea specifico in Odontoiatria.
E'evidente che l'uniformità dei percorsi formativi, ed il conseguente automatico riconoscimento dei titoli di studio tra tutti i Paesi dell'Unione, facilitano enormemente gli scambi tra Università straniere e rendono autenticamente operativo il diritto di stabilimento e di esercizio della professione in tutta Europa: è dunque possibile, per l'odontoiatra italiano, esercitare liberamente la professione in tutti i Paesi dell'Unione.
Inoltre, l'istituzione di un corso di laurea specialistico risponde a delle esigenze di carattere culturale. Il progredire delle conoscenze scientifiche rende inderogabile la creazione di figure professionali nuove, altamente specializzate: non più quindi medici generici ma odontoiatri con una preparazione scientifica e tecnica a livello universitario, con una buona base di conoscenze in campo medico e chirurgico.

Il corso di laurea offre una formazione propedeutica medico-biologica, su cui si innestano conoscenze più specifiche relative al comportamento alimentare ed allo stato di salute dell'uomo, nei loro riflessi con la patologia dentaria. Le conoscenze di base di natura biologica vengono quindi integrate con lo studio delle discipline cliniche che trattano dell'apparato dentario in tutti i suoi aspetti: anomalie, lesioni, malattie dei denti, delle mascelle e dei relativi tessuti, dal punto di vista preventivo, diagnostico, terapeutico, riabilitativo.
Oltre alla preparazione teorica, le direttive europee prevedono espressamente che gli studenti in Odontoiatria frequentino un tirocinio pratico clinico in apposite strutture universitarie, da svolgersi sotto il controllo e la verifica del personale docente.
L'esigenza di assicurare agli studenti un percorso formativo conforme alle direttive europee, con specifico riferimento al tirocinio clinico, rende perciò indispensabile che tra il numero di studenti che si iscrivono al corso di laurea e le potenzialità formative degli Atenei vi sia un rapporto di congruità; è per questo motivo che il corso di laurea prevede il numero programmato, in Italia così come in tutti gli altri Paesi dell'Unione Europea.

La programmazione dei posti disponibili viene effettuata ogni anno dal Ministero dell'Università sulla base della disponibilità di strutture didattiche, cliniche, di docenti e tutori delle singole sedi universitarie, in base ai parametri previsti dalla legge 264/99 (per consultare il testo della legge clicca sulla sezione Documenti ed archivio).

L'esame di ammissione, regolamentato dal Ministero, si svolge lo stesso giorno in tutte le 32 sedi universitarie italiane e consiste in una serie di domande a risposta multipla sulle seguenti discipline: Logica, Matematica, Biologia, Chimica, Fisica. Il programma d'esame è quello delle scuole superiori.
L'uniformità della prova d'ammissione in tutta Italia (i questionari sono elaborati dal Ministero con le stesse procedure degli esami conclusivi delle scuole superiori) e la correzione automatica delle schede delle risposte garantiscono la trasparenza delle procedure di formulazione delle graduatorie.